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Atlantideologia

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LE STIRPI DEI PHYKKHE'SH UANHE

I PHYKKHE'SH TAU

"GLI ARCANI SIGNORI DELL'AZZURRA TENEBRA"

dell' atlantideologo Guido Maria St. Mariani di Costa Sancti Severi


Avi di tutte le sottostirpi dei popoli azzurrei, ossia Uànhe, il Phykkhe’sh Tàu rivela una pelle di gradazione tendente al violetto, lievemente più intensa del Phykkhe’sh "tipo", avente una pelle bluastra pallida con sfumature grigio-azzurrognole e in diversi casi "tipo" a rasentare il ceruleo. Capigliatura liscia e corvina, si sa però che almeno gli spaziali di carriera mostrano il cranio completamente nudo, cioè privo di capelli.

Il cranio è SFERICOCEFALO, nessun caso di BRACHICEFALISMO, DOLICOCEFALISMO, MESOCEFALISMO. Volto di forma tendente alla sfericità; occhi grandi, fino ad oltre il doppio della media umana, di sguardo felino, con iridi violette o viola. Statura nei limiti della umana specie, cioè da 160 a 180 cm. circa come media della specie. Diversamente dagli umani, hanno mantenuto sempre questa media durante tutti i periodi cronologici. Altezza costante quindi. Rhàshamele'sh a volte li chiama: "Gli Arcani Signori dell'Azzurra Tenebra".

Sessi: quattro, come tutti gli Uànhe, dovuti a una natura embrionale quadrigemina, che assunse la definizione di MANTHETHMNU (ROMBO), poi detto "Piccolo Rombo" (alias Famiglia), formato da quattro particelle di GENI diversi l'uno dall'altro, che determinano appunto i quattro differenti sessi: THN, LAN, AKHERFHTHMMNE, TENNAMYRE (i primi due corrispondono a MASCHIO e FEMMINA, rispettivamente). Una simile natura fu la conseguenza della mentalità Phykkhe’sh Uànhe TAU, e di ogni altra stirpe di Uànhe, sulla più rigorosa osservanza delle tradizioni. Niente poteva essere mutato nel corso della civiltà, da quì la tradizione perenne.

Tuttavia vi è una sostanziale differenza fra i Phykkhe’sh Uànhe Tàu e i Phykkhe’sh Eàhi Ea: mentre questi ultimi mantengono la tradizione sugli originali schemi, facendo di loro dei "feudali", i Phykkhe’sh Uànhe TAU, invece, applicarono e applicano continuamente la tradizione immutabile alle nuove realtà e situazioni, cambiando quindi non la tradizione ma lo scenario su cui questa poggia, espandendo sempre di più l'immutabile, cangiando il divenire da un feudale a un Imperiale tradizionalismo. Grazie a ciò ,contrariamente alle stirpi Eàhi, la cultura Phykkhe’sh Uànhe TAU non si pietrificò nella culla della propria originale civiltà.

I Phykkhe’sh Uànhe TAU ben presto si evolsero in direzione del concetto Sapientale e Tecnologico e seppero ben fondere senza traumi queste due qualità, così distanti tra loro e diverse per i terrestri, in un'unica concezione, che assunse il nome di TEKNATAVICA.

Amanti dell'eleganza, ma non del lusso, che non rientra nel loro modo di vita, alla cortesia formale degli Eàhi (da intendersi, nella concezione Eàhi, come "forma"), essi intendono esplicare l'applicazione concezionale della Sacralità dell'ospitalità. I Phykkhe’sh Uànhe TAU rispondono con atteggiamenti aperti (in senso verace), cioè franchi, ma scevri da ogni forma di cortesia. Alto senso di sé: in quanto Phykkhe’sh Uànhe TAU, nessun altro Phykkhe'sh può rivolgergli per primo la parola, almeno che non esista fra i due un rapporto di frequentazione e stima molto antico (menzione di Rhàshamele'sh). Fra PHYKKHE’SH Uànhe TAU e PHYKKHE’SH Uànhe TAU, invece, vige un rapporto sociale tale da non esservi alcuna differenza tra un PHYKKHE’SH Uànhe TAU conoscente e uno sconosciuto. Fra loro non sono concepite e ammesse riserve, o tantomeno segreti. Qualsiasi Phykkhe’sh Uànhe TAU, è sempre a disposizione di un suo simile, per qualsiasi bisogna. Ciò non significa che i Phykkhe’sh Uànhe TAU nella sostanza non assolvano ciò nei confronti di tutti gli altri Phykkhe'sh, al contrario, ma il rapporto in questi casi muta, se non nei contenuti, nella procedura. E cioè il Phykkhe’sh Uànhe TAU, nel mettersi a disposizione (inteso come prestare la sua attenzione), faceva notare, con il suo atteggiamento, la sua superiorità di stirpe primogenia. In poche parole, sarebbe come dire: "Noi siano un Phykkhe’sh Uànhe TAU, scendiamo sulla nostra Primogenia affinchè la nostra disponibilità sia a voi determinante".

I PHYKKHE’SH Uànhe TAU sono edificatori di grandi centri urbani, vere metropoli di stile Imperiale. Abitazioni ampie, grande uso di unità positroniche, pavimentazioni pubbliche in ampie spianate di materiale traslucido nerissimo, lo stesso in uso negli astroporti. Il pianeta Imperiale (ossia il 4°) venne sterilizzato da ogni forma di vita nociva, o comunque poco gradito a loro, per quanto riguarda insetti e batteri, mentre furono rispettate e salvaguardate le altre forme di vita animale, incluse le specie di insetti non nocive o comunque gradite, e ogni specie vegetale. Non va scordato di segnalare che nessuna specie animale veniva sacrificata per l'alimentazione. Secondo Rhàshamele'sh e Uèle'sh, i Phykkhe'sh sulla Terra amavano circondare la loro residenza di alcuni insetti, quali farfalle e lucciole. E avevano rispetto per le api.

L'industria Phykkhe’sh Uànhe TAU edificò enormi complessi teknatavici, posizionati molto distanti dai centri abitati, collegati a questi con efficienti e lunghi trasporti (una specie di treni), viaggianti su nastri magnetici, ad altissima velocità, le cui stazioni d'arrivo erano site all'interno degli stessi complessi teknatavici. Esistevano tuttavia anche altri collegamenti alternativi, sia via suolo the via aerea. In detti complessi, il personale disponeva di un proprio alloggio (solitamente due vani più servizi), e ogni sorta di relax pubblico per il tempo libero in vastissime aree del centro. Da questi centri teknatavici, usciva ogni sorta di materiale utile allo loro civiltà. Da centri teknatavici specifici uscivano le potentissime flotte di astronavi imperiali. L'industria alimentare, s'avvaleva di fonti energetiche ricavate dall'atmosfera, dalle acque, combinate con la vegetazione; una simile alimentazione dava vitalità ai consumatori. Ci sarebbe l'assicurazione che questo cibo avesse sapore pieno e gustoso, e più se ne mangiava e più era gradecole. Vi era una pasta verde chiaro, tenera come un gelato, e un'altra simile di colore azzurrognolo. Poi, dell'altro cibo a forma di palline, tenere e di svariate colorazioni, poi un altro a forma romboidale, e un frutto sferico dalle dimensioni di una susina, di colore rosso, gustosissimo e pieno di polpa liquida. E ancora, frutti simili alle melagrane ma di dimensioni superiori, come quelle di un melone. Svariate bevande ad altissimo potere dissetante, tali da far rimanere il sapore in bocca per lungo tempo Dei sei pianeti con i loro satelliti del sistema Taucetano, il pianeta Imperiale (il 4°) si presenta a clima da più che temperato a medio tropicale (temperature più alte della Terra), Il 5° pianeta sarebbe invece a clima medio-temperato, gli altri quattro, progressivamente, meno temperati fino a temperature più rigide.

L'ATTIVITÁ LAVORATIVA E SOCIALE

Il pianeta Phykkh, compie una rotazione sul proprio asse in 16 KR. Pare che questa misura temporale corrisponda a quattro ore terrestri, quindi avendo una rotazione più lenta della Terra, un giorno-notte ha una durata di 64 ore. La vita sociale aveva inizio al "pomeriggio" e terminava poco dopo l'alba.(I Tau, ovunque ora siano, mantengono gli stessi orari). Sarebbe come se, qui sulla Terra, le persone iniziassero a svegliarsi intorno alle 14, per coricarsi verso le 06 o 07. Ma è difficile fare il paragone fra 64 ore e 24. Pur variando da attività ad attività,e prendendo un modello mediano,si potrebbe dire che,il nostro ipotetico PHYKKHE’SH Uànhe TAU, si sveglia alle ore 14 (seguendo un orologio di tipo terrestre) e inizia a dedicarsi alla propria cura, per lui è il KR. 1, fra l'assumere cibo, detergesi, e vestirsi si calcola che siamo a KR. 1,24 cioè sono già le 15,30. Quindi si dedica al relax nella propria abitazione: notiziari, interessi culturali, pratiche di divertimento, eventuali comunicazioni video con conoscenti. Tutto in compagnia degli altri tre se stessi (rombo). Il tutto fino a KR. 5 (per 3.40 KR. quindi). Inizia poi la sua attività lavorativa: se questa si trova nella città dove vive, gli occorrerà al massimo una trentina di minuti per raggiungere il posto di lavoro (cioè Kr. 0,08). Fino al termine di questa siamo a KR.9,08. (cioè il lavoro produttivo è calcolato un quarto dell'intero giorno-notte, corrispondente a 6 ore terrestri su 24. Tuttavia questo calcolo è basato nel periodo in cui l'Impero era già ai "ferri corti" con le leghe di fiamma. Precedentemente l'attività lavorativa "tipo" era meno frenetica e si basava su due soli KR.). Conclusa la fase produttiva, verso il 10°KR., iniziava la fase più intensa, fuori dalla propria abitazione: incontri, relazioni con amici, spettacoli, "cene", giochi, spostamenti sia in città che fuori, fino all'ora di coricarsi e gustare un giusto riposo.

Diversa è la "giornata",per coloro che svolgono attività lavorativa presso i centri Teknatavici. Questi vanno raggiunti essendo lontani dai centri abitati. I mezzi per raggiungerli potevano essere pubblici, come ad esempio una sorta di lunghi treni su nastro magnetico, in cui vi sono comodi sedili, ognuno con immagine e nominativo della persona destinata a quel posto (questo non è come un posto prenotato, ma bensì di proprietà per tutto il tempo che lavorerà al centro Teknatavico che deve raggiungere, fin quando andrà in "pensione", o cambierà centro di lavoro). Similmente esistevano delle specie di lunghi "pullman" volanti pubblici. Ma vi potevano essere anche mezzi privati, quali automobili volanti e non che corrono su autostrade magnetiche. Un centro teknatavico "tipo" è costituito da più settori, divisi tra operativi (attività lavorativa) e di riposo. Queste zone non lavorative sono dirimpettaie a quelle lavorative, separate da un largo spazio di suolo a grandi lastre nero-traslucido.

ZONE RIPOSO: vi erano grandi piazze sia di forma ovale che circolare, ognuna del diametro superiore al kilometro; intorno a queste piazze si affacciano edifici a molti piani, circa 16 di media, se si esclude il piano terra, che era considerato 1°; dal 20 al 16° si trovavano "miniappartamenti", costituiti da due vani (notte + giorno), un vano servizi igienici e una terrazza-veranda che si affaccia sulla piazza. Ogni "miniappartamento" era concepito per una sola persona. Le aperture (porte) di entrata nel "miniappartamento" si affacciavano all'interno dello stabile, su corridoi ornati da un nastro a scorrimento lento, e dalla parte delle porte, su un marciapiede fisso, per la sosta. Così ogni lavoratore proveniente dalla città più vicina al centro teknatavico aveva un suo luogo di sosta. Al piano terra (il 1°) si trovava di tutto: negozi, zone ristoro, relax, giochi, cultura e così via. Le piazze antistanti agli edifici servivano come zone di incontro tra lavoratori e movimento. Se da queste zone da una parte si va al lavoro, da un'altra si va nelle zone vegeto-floreali costruite artificialmente: quì si trovavano prati, giardini, boschetti con laghetti artificiali o stagni con funzioni di piscine, ponticelli artistici in materiale vegetale o di uno “pseudo-legno”, zone ristoro e divertimento.

ZONE LAVORO: possenti strutture edilizie, contenenti, a livello sottosuolo e suolo, in questi due livelli o piani, enormi locali lunghi ognuno almeno un km. Lì si realizza tutto ciò che è stato sperimentato, e progettato, ai livelli superiori. Lì alloggiano anche ogni sorta di pressa, fino a quelle di potenza impressionante, per modellare ogni sorta di metalli, alcune arrivano a un diametro di 600 metri. Altre molto piccole, di tutte le dimensioni insomma. Al terzo livello (per noi 1°piano) si trovano vani più contenuti, da normali stanze fino a vani di 200 metri di lato: è il livello sperimentale, aa una parte, e amministrativo dall'altra; al 4°livello solo pochi vani raggiungono dai 36 agli 8O metri di lato, il resto sono vani normali; lì vi lavorano i progettisti e il personale responsabile della gestione.

Altri edifici hanno solo due livelli, uno sottosuolo e uno a livello suolo, sono i depositi del materiale finito, che lì sosta in attesa della sua destinazione; quì i locali superano il kilometro di lato. Tutto quanto descritto sulla zona lavoro è circondato da un piazzale incredibilmente esteso, avendo tutto il contenuto una forma quadrata: ogni lato dalla zona lavorativa, a seconda di quale centro si parli, misura dai 10 ai 16 km.

Tutto quanto detto si regge su un meccanismo tale che, in caso di attacco nemico, tutto il complesso di strutture si inabissa nel sottosuolo, pare mediante degli elevatori formati da colonne idraulico-magnetiche che, rientrando in se stesse sezione per sezione, fanno abbassare gli enormi edifici che reggono; allo stesso modo, con un procedimento inverso, li fanno riemergere. Pare che ognuna di queste colonne abbia alla base un diametro di 32 metri, onde contenerle zone superiori quando queste si abbassano rientrando l’una nella successiva. Queste colonne sono moltissime, quindi, e reggono pesi non indifferenti. Rimangono così visibili a livello suolo solo i tetti delle strutture. Sono "tetti" in materiale metallico perfettamente in piano, la cui colorazione è identica al manto del piazzale. Così all'interno, sottoterra, le attività possono continuare, perché il materiale di questi "tetti terrazza" è lo stesso che esternamente usano le astronavi da battaglia.

ESEMPI DI PERIODI LAVORATIVI:

1° Caso: arrivato dalla città,deve svolgere un turno di 4 Giorni (16 KR. x 4 =64, di cui 16 in attività loro e 40 di riposo): ecco che il "miniappartamento gli serve finché non riparte, per poi riutilizzarlo al suo prossimo turno.

2° Caso: arrivato dalla città, ha un turno di 8 giorni ma, a differenza del 1° caso, non tutti i giorni deve lavorare; diciamo il 1°, 2°, 4°, 6° e 8° giorno. Ecco che il "mini" gli è utilissimo, specie nei giorni che non lavora.

3° Caso: arriva dalla città,lo aspetta un turno di soli 2 giorni, in cui deve lavorare; l'appartamento gli è ancora una volta utile.

4° Caso: deve fare un turno di solo un giorno; potrebbe anche fare a meno del "mini", e passare le ore libere nei locali pubblici, ma lo stato dice che gli appartiene: ci farà un riposino pomeridiano,visto che ripartirà a fine giorno.

L'incremento demografico, in tutta la civiltà Phykkhe’sh, è stabile; questo fatto è dovuto proprio alla natura genetica del Phykkhe’sh, che si sviluppa si esprime attraverso il "Nucleo-Rombo". Infatti, ogni singolo nucleo-rombo, o famiglia, è composto da 4 individui, che generano, una sola volta nella loro esistenza, un altro nucleo-rombo. Così però non era in principio, nè durante le fasi della civiltà arcaica (inizio evolutivo, 700.404 a.c.) e antica (fase organizzativa, 368.151 a.c.) fino a circa il 115.000 anni fa, in cui un singolo nucleo-rombo era fertile ogni 64 anni terrestri, per una fase oscillante di circa 16 anni terrestri. C'è da specificare che l'esistenza di un singolo Phykkhe’sh Uànhe (con qualche discordanza fra le varie stirpi di Uànhe) in termini terrestri, aveva ed ha una durata di svariate migliaia di anni: ci sono menzioni che parlano di un minimo di 4000 anni (per loro sono però 1000), a una media che arriva a 8000 anni. Altre stime vanno molto più in la, fino ad arrivare ai 16.000 anni. Chiaramente non è solo questioni di differenza di stirpe, ma anche di condizioni ambientali, dovute sia alla natura dei vari pianeti (più o meno gravità), sia alla natura delle stelle di cui i pianeti fanno parte e che colpiscono con i loro raggi, sia a certi individui che passano la maggior parte della loro esistenza su astronavi. Secondo la cultura mediterranea Hesiodea, le stesse ninfe dagli occhi viola, figlie degli Dei scesi dal cielo vivevano oltre i 9620 anni. Ecco perché (così pare), la loro civiltà a un certo punto si impose la limitazione di procreare una sola volta, stabilizzando così l'incremento demografico. Tuttavia su questa questione vi sono aspetti ancora poco chiari,causa la mancanza di informazioni precise rispetto alle menzioni "per sentito dire" o "pare che", "si dice". Forse qualche notizia precisa sull'argomento ci deve essere stata, ma fu vanificata nell'intendimento del contatto fra terrestre e Phykke'n. A volte la stessa "voce" ha significato diverso, fra due alieni (il terrestre è un alieno per un Phykkhe'sh, e viceversa).

L'anno del pianeta Imperiale "PHYKKH" compie la sua orbita intorno alla sua stella in quasi 4 anni terrestri. Quindi 4000 anni, nel reale tempo di un Phykkhe’sh, si riducono a soli 1000. Il computo dell'anno del pianeta venne convenzionalmente esteso a tutto l'Impero Galactico dei TNAX NY SFHATH. Nacque così il SIDERALANNO, che come detto, corrisponde a circa 4 anni terrestri. A circa tre anni e mezzo (pari a 14 terrestri compiuti), i giovani Phykke'n Uànhe Tau di sesso THN (maschi) e AKHERFHTHMMNE entravano (ed entrano), nelle accademie militari; prima ancora potevano (e possono) entrare a tre anni e un quarto le LAN (femmine) e Tennamyre. Giovani portati alla vita siderale, cresciuti all'ombra del sogno di viaggi siderali, esplorazioni, conoscenza di altri mondi, vita piena di avventure

LE FLOTTE

Essi avevano la 1° F.R.E. SITALE, che, prima dell'inizio della Grande Guerra Galactica, contava 360 astronavi, un numero abnorme per la difesa di un solo sistema stellare con 6 pianeti abitati su 16. E tali rimasero nei primi anni della guerra. Ma la realtà era che buona parte di queste astronavi erano superate dalle nuove teknataviche, inadatte ad affrontare astronavi nemiche da battaglia, e facilmente abbattibili. E 24 PTHEL'EA, sempre di 16° junt. Poi 24 SHEM di 15° junt (Cacciavedette); unità un pò più consistenti erano le "cannoniere" di 12° junt, come le RHA che erano 43, ma inadatte contro grosse astronavi da guerra. Così si contano già 144 piccole unità da difesa, praticamente inadatte ad affrontare forze nemiche altamente possenti. Tra le unità d'appoggio, figuravano 24 Ahvthyn di 11° junt (Turtunere = Torpediniere), che certo non impressionavano il nemico (vedi L'arcana storia dei Phykkhe'sh Tau), e i KURVETTORI (Corvette) di 10° junt, sia 24 LASE e 24 TZETFE, abbastanza validi, come quelle di 9° junt (FRECROCIATORI = Fregate) VUTRUN 12 unità, e serie HYI 24 unità. Tra quelle di 8° junt, figuravano 10 unità NAU e 24 JHEA (GUIDACACCIATORI = Cacciatorpedinieri) al tempo validi. Vi erano 16 LYKTEU di 6° junt (Incrociatori leggeri), validissimi e temibili all'epoca, ma troppo pochi a fronteggiare un'invasione così massiccia. Come unità di 5°junt (incrociatori medi) figuravano 6 ANKH, più che altro "navi" da esplorazione tarate per scontri singoli e non di massa. Si fece affidamento sugli allora validissimi UAN, che si comportarono eroicamente, ma erano solo 12. Vi erano anche 6 vecchi Incrociatori Pesanti di 4° junt, VYPHNA'S, pesanti, lente, che stavano per andare in disarmo, pericolose più per chi vi dentro che non per il nemico. Così siano già a 326 unità. Fu fatto affidamento sulle corazzate, come la MANTNA 1°modello di 3° junt, (Corazzata Leggera) validissima, ma erano solo 8. Si faceva grande affidamento sulla 1° junt (Corazzate Pesanti) THAYEN, ma fu un errore: troppo grandi per una difesa di pianeti; se abbattute, cadendo sulla superficie di un pianeta, con i loro 600 metri di diametro avrebbero fatto più danni dello stesso nemico. Tuttavia la loro potenza offensiva era incredibilmente potente. Queste erano ben 24, a cui furono aggiunte 2 corazzate pesanti EN. ultravecchie, già in disarmo da secoli, erano state poste in una specie di "museo delle antichità" riarmate e ricalibrate, non fu poi facile trovare due comandanti che accettassero di comandarle. Siamo così a 360 unità. Già ai primi scontri si diede a potenziare la l° F.R.E. Sitale, che poi raggiunse le 430 unità, con l'aggiunta di 120 navi nuove, tra cui figurano 28 TURTUNERE SKERHA di 11° junt, 10 KURVETTORI-SNIDATORI MNE'S e 24 PLNE di 10° junt, 10 FRECROCIATORI JRIL di 9° junt, 10 GUIDACACCIATORI NAU (2°modello) di 8° junt, e per la prima volta apparvero i primi SUPERCACCIATORI DA INSEGUIMENTO di 7° junt, in numero di 12, ma solo verso la oltre metà del periodo di conflitto, 10 unità della famosa serie PHYKKHE'SH e 16 incrociatori pesanti serie FA'. Infine quel gioiello che il 1°modello delle CORAZZATE PESANTI DYKTYEN. Tutte serie di "navi" valide, ma che avrebbero dovuto essere messe in linea all'inizio, e non dopo. Le Dyktyon, Fa', PHYKKHE'SH, falciavano navi nemiche a decine, ma più ne abbattevano e più ne arrivavano.

LE F.R.E.IMPERIALI: I Phykkhe’sh Uànhe TAU,potenziarono al massimo le loro flotte Imperiali,secondo una visione loro di espansione,e mai avrebbero pensato che sarebbe arrivato un tempo in cui avrebbero dovuto usare la loro flotta sitale, chi mai sarebbe potuto arrivare ad minacciare proprio il centro dell'Impero. Era altamente improbabile che le nove leghe potessero coalizzarsi, così diverse tra loro,con interessi contrapposti e spesso in lotta fra loro. Nessuna di queste per quanto potenti poteva far paura all'impero. Così le imperiali dei Phykkhe’sh Uànhe TAU, ben 6 flotte che li facevano i più potenti fra tutti gli imperiali, erano:

  • 108° Astronavi:200
  • 104° astronavi:308
  • 101° astronavi:316
  • 88° Astronavi:360
  • 8° Astronavi:360
  • 4° astronavi:360

Totale delle 6 flotte : 1904 + Flotta Sitale, Globale = 2384

Altro errore durante la guerra fu quello di richiamare e trattenere per la difesa dei pianeti Tàucetani,la regina delle flotte,la 4° Imperiale,che prima aveva impedito l'offensiva nemica,non solo vincendo una battaglia siderale,ma attaccando subito dopo alcuni pianeti delle leghe,importanti, perché su questi vi erano rifornimenti e materiale bellico(costruzioni di astronavi,parti di ricambio per le stesse,etc.). Per dare aiuto alla 1°Sitale,semmai,sarebbe stato più saggio richiamare dal fronte un'altra delle 5 flotte. Ma gioco forze il fatto che in tempi di pace la 4° aveva base proprio sul pianeta capitale,e anche che era la flotta i cui comandanti erano in maggioranza anche TNAX NY SFHATH (ossia “Signori Della Spada”, vedi Atlantideologia - La Prima Era), più che nelle altre cinque flotte. Ulteriore errore fu,di frazionare la 4°,circa un quinto di questa fu inviata in soccorso sia di LALANDE 21185 che del sistema del Sole.

Nota: Oggi pare che la nuova ricreata 4° Imperiale Phykkhe’sh Uànhe TAU, provenuta anni fa dalla 16° parallela (vedi Atlantideologia - La Prima Era) insieme alle altre (i primi contatti si ebbero appunto con la 108°) conti ben 400 astronavi, 40 di più.

I COLONI FIGLI DEI PHYKKHE’SH UANHE TAU

I Tàu, poco dopo la scoperta del volo Galattico, sperimentarono nel creare delle colonie su altri pianeti di altre stelle. In tutto furono tre le spedizioni di prova andate a buon esito. Nacquero così i primi loro figli, che assunsero i nomi di: Phykkhe’sh Uànhe TNURTH, Phykkhe’sh Uànhe QANYA, Phykkhe’sh Uànhe TAXTHNA. Visto l'esito, diversi secoli dopo fu varato un progetto di colonizzazione. Partirono così molte spedizioni, che portarono alla nascita di nuovi figli di coloni: nacquero i Phykkhe’sh U.UAE, PHYKKHE’SH U.JHEA, PU.U.ELN'S, PHYKKHE’SH U.VINIA, PHYKKHE’SH U.SKERNA, PHYKKHE’SH U.FUL, PHYKKHE’SH U.TYSH, PHYKKHE’SH U.HYI*, PHYKKHE’SH U.TNUSA, PHYKKHE’SH U.TUY, PN.U.HATN, Seguiti da qualche decina d'anni dopo dai PHYKKHE’SH QAYA'H. Passarono ancora qualche centinaio d'anni, e nacquero altri coloni: PN.U.SYN, PHYKKHE’SH U.NELIISA'TAN, PM.U.MNAPNUITTNA'TN. Infine, circa mille anni dopo partirono gli ultimi coloni, nacquero così i PHYKKHE’SH U.PLNE, PHYKKHE’SH U.NHERE, PHYKKHE’SH UANHE THHAUMN'TH, PHYKKHE’SH U.EUFHAN. Questi furono i diretti discendenti e figli dei PHYKKHE’SH U.TAU, che a loro volta avrebbero creato altre colonie tramite i loro coloni.

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