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ALLE RADICI DELLA TRADIZIONE OCCIDENTALE: LA SCUOLA ELEUSINA MADRE

di Munemisyne Alutha Tam Shye

Forse non tutti sanno che quella eleusina è l'unica Scuola di pensiero misterico dell'Occidente pre-cristiano ad aver avuto, dall'antichità fino ad oggi, un filo diretto di continuità.
Tutte le tradizioni misteriche e religiose del mondo antico, infatti, con il trascorrere dei secoli, per tutta una serie di ragioni storiche più o meno note, hanno finito con lo spegnersi, con l'arenarsi, con l'essere assorbite, spesso drammaticamente, in quell'appiattimento culturale che vide il suo culmine nei secoli bui del Medio Evo, e che continua tutt'oggi, dopo duemila anni di "nuova cultura".
Questo non è accaduto però per quella Tradizione che si poneva alla base della stessa cultura occidentale e di tutte le forme da essa derivate, quali l'Orfismo, il Pitagorismo e, per certi versi, anche il Neo-Platonismo. Parliamo infatti qui di una Tradizione che ha saputo e voluto tenacemente sopravvivere ad antiche e moderne omologazioni, facendo giungere pressoché intatti fino ai nostri giorni, per trasmissione iniziatica e generazionale, il proprio patrimonio di conoscenza, la propria visione del mondo e le proprie istituzioni.

E' alla luce di tutto questo che oggigiorno la Tradizione Eleusina rappresenta di fatto un "unicum", un qualcosa di veramente straordinario, una perla custodita per secoli in un'ostrica che si è oggi deciso di schiudere.
Sono state molteplici le ragioni di questa decisione, anche se le principali risultano essere due. In primo luogo la necessità di fare un po' di chiarezza, dopo una lunga serie di scritti ed affermazioni sull'Eleusinità che, a nostro avviso, ne hanno deformato e snaturato agli occhi del pubblico "profano" in modo abnorme i principi, i valori di fondo e lo stesso percorso storico (basti pensare ai vari Hoffman e ad altri autori di assurdi libercoli). In secondo luogo la constatazione che, al giorno d'oggi, anche alla luce delle grandi trasformazioni di fine millennio e di tutta una serie di importanti scoperte storiche ed archeologiche, non aveva più senso che fondamentali principi in passato ritenuti "dogmatici" (ma che in realtà dogmatici non sono mai stati) continuassero ad essere sottratti al lavoro di ricerca degli studiosi, degli storici delle religioni e di chiunque intenda avvicinarvisi.

Si tenga presente che comunque non è stata una scelta facile e che molti, in ambito eleusino, hanno manifestato una netta contrarietà a certe aperture. Ma oggi siamo certi che sia stata la scelta migliore. Le radici più profonde dell'Eleusinità affondano nella cultura e nella civiltà degli antichi popoli pre-greci dello scacchiere del Mar Egeo; tutte popolazioni etnicamente affini, caratterizzate da capigliature nere e carnagione olivastra, che, fin dai tempi più remoti, abitarono le isole Cicladi, Creta, Grecia continentale e le coste dell'Asia Minore. Popolazioni che fecero tutte parte dell'Impero cretese dei Minosse, e che avevano soprattutto due elementi che le accomunavano: il culto degli antichi Dei Titani (spodestati, secondo la tradizione ellenica, da Zeus e dai nuovi Dei olimpici) e la designazione delle proprie progenie per linea femminile (Matriarcato)o Altra linea di fondo della loro cultura era la comune identificazione in una medesima stirpe sacrale, erede di una grandiosa precedente civiltà.
Con il tracollo dell'Impero Minoico, avvenuto attorno al 1.500 a.C., e con la calata dal Nord (piana del Danubio, attuale Ucraina ed area caucasica) di nuove popolazioni etnicamente e culturalmente estranee all'area egea (Achei, Eoli, Joni, Dori, etc.), tutte asservite al culto di quelli che gli egei consideravano Dei "usurpatori", ebbe inizio una grande fase di tensione e di lotta che vide il suo apice nel 1.184 a.C., con la conclusione di quella che è comunemente conosciuta come la Guerra di Troia.

Quest'ultima non fu un conflitto dettato da ragioni commerciali o da semplice desiderio di conquista, bensì una guerra che vide contrapporsi due mondi completamente diversi e inconciliabili tra loro: da un lato una coalizione di popoli invasori, decisi di annientare tutto ciò che non si conformava con la propria visione del mondo, dall'altro l'ultimo baluardo della cultura egeo-minoica, un'unione di popoli affini intenzionati a difendere strenuamente la propria identità culturale e religiosa ed il proprio patrimonio di valori.
Con la rovinosa caduta di Troia, massimo centro religioso e culturale dei popoli lelegico-pelasgici ed egei, il grande patrimonio sapientale di queste civiltà venne segretamente trasferito in Attica, in una piccola località affacciata sul Golfo di Salamina: Eleusi. E' qui, infatti, che la Tradizione vuole sia giunta, incarnata in spoglie umane, la Dea Titana Demetra, alla ricerca della Figlia Kore, sottrattaLe dalle Divinità olimpiche per impedire che si compisse la sua missione di redenzione dell'umanità. Ed è sempre qui, nell'anno stesso del Suo arrivo (1.216 a.C.) che la Dea istituì i Sacri Misteri, pronunciando il Discorso della Rivelazione.

Da quel momento Eleusi divenne il massimo punto di riferimento per tutti coloro che si riconoscevano nella "Fede Unica e Verace", ovvero nel culto degli antichi Dei Titani, divenendo un centro di iniziazione e di irradiazione culturale senza precedenti nel mondo antico. Tanto che, da tutto il mondo allora conosciuto, iniziarono a recarvisi a migliaia per poter essere iniziati.
L'Eleusinità andò progressivamente espandendosi, attraverso varie fasi storiche, raggiungendo tutte le coste del Mediterraneo e tutte le contrade dell'Europa, fino alle brumose terre del Nord.
Esiste, in ambito eleusino, una precisa schematizzazione di queste fasi. La fase precedente al 1.216 a.C. viene chiamata fase della "Coscienza Proto-Eleusina". Ad essa seguirono le fasi dette "Antico Eleusino" (1.216-780 a.C.) e "Medio Eleusino" (780-360 a.C.), in cui ebbe inizio la progressiva espansione del culto verso il Mediterraneo Occidentale, la Sicilia, la Magna Grecia e le coste del Nord-Africa. Vi fu poi la fase detta "Nuovo Eleusino" (360 a.C. - 50 d.C.), durante la quale vi fu la grande propagazione del culto in tutti i territori soggetti a Roma. Venne infine la fase chiamata "Tardo Eleusino" (50 d.C. - 380 d.C.), durante la quale si ebbe la massima espansione del culto fra i ceti popolari di tutto l'Impero, ma che vide anche l'inizio, con la presa del potere da parte dei Cristiani, delle grandi persecuzioni verso tutte le antiche religioni, inclusa quella eleusina. Persecuzioni che culminarono nell'anno 395, con la profanazione e distruzione del Telestherion e degli altri luoghi sacri di Eleusi.
Nell'anno 380 d.C., Nestorio, l'ultimo Hierofante pubblicamente in carica, decise di porre fine alle celebrazioni nel Santuario di Eleusi, per far fronte alle terribili persecuzioni cristiane. Da quella data in poi ebbe inizio una forzata diaspora di tutti gli Eleusini che non intendevano sottomettersi ad una nuova religione che si dimostrava priva di tolleranza e di rispetto per gli altri culti e le altre idee. Non potendo più operare alla luce del sole, le istituzioni eleusine decisero di proseguire la celebrazione dei Riti e la tramandazione del proprio patrimonio sacrale e culturale in una sorta di obbligata "clandestinita'".

Può apparire incredibile, ma a quella che per secoli era stata la massima espressione della cultura e della religiosità mediterranea, contando fra le sue fila addirittura dieci Imperatori (fra cui Ottaviano Augusto, Adriano, Marco Aurelio, Antonino Pio, Traiano, Gallieno e Giuliano) e grandi personaggi come Pausania, Cicerone, Quinto Sartorio, Galeria Valeria e Plauzia Ugulanilla non era più permesso neanche di esistere.
Le due famiglie che, per tradizione, detenevano il primato pritanico (ovverosia, che potevano eleggere e nominare il Pritan degli Hierofanti), ovvero gli Eumolpidi e i Kerys, perpetrarono la Tradizione prendendo però due strade diverse. Gli Eumolpidi trovarono una loro continuità all'interno della Scuola Neo-Platonica di Atene, con Plutarco di Atene (nipote di Nestorio ed erede del titolo di Pritan), e poi con Proco e Asclepigenia, riuscendo a sopravvivere alla chiusura forzata della Scuola da parte delle autorità cristiane bizantine e a tramandare la Tradizione fino ai nostri giorni. Sono tutt'oggi presenti in Grecia, anche se molto chiusi in se stessi.
I Kerys decisero di intraprendere una propria via, essendo maggiormente determinati a mantenere la purezza originaria dei Riti (consideravano gli Eumolpidi troppo contaminati da altre tradizioni) e scelsero pertanto di tramandare il patrimonio culturale e religioso dell'Eleusinita' per via familiare e generazionale, dapprima in Grecia e nella penisola balcanica, poi in Italia, a partire dal XV secolo.

Le Scuole Eleusine oggi continuano, a fianco delle istituzioni ecclesiali, la loro opera, presenti in vari paesi del mondo. E la Scuola Eleusina Madre si trova in Italia, dove vi giunse alle soglie del Rinascimento, e dove è sempre rimasta, fedele al suo ruolo di custode della Tradizione.

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