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PAUSANIA AD ELEUSI

di Munemisyne Alhutha Tam Shye


Il più grande storico, cronista e geografo della classicità, il greco Pausania,vissuto nel II secolo d.C., al tempo degli Antonini, senza dubbio ricevette l'iniziazione ai Misteri Eleusini. Ciò è ampiamente riscontrabile nei suoi stessi scritti, nei quali egli, anche se non dichiara esplicitamente la propria iniziazione, afferma più volte, in merito ai Sacri Misteri delle Due Dee, di essere a conoscenza di numerosi particolari che non gli è consentito rivelare, dimostrando così di voler tenere fede al sacro giuramento iniziatico del silenzio. Celebre è inoltre l'affermazione di Pausania (X, 31,11): "Di quanto gli Dei sono superiori agli Eroi, di tanto l'Istituzione Eleusina è superiore alle altre che si riferiscono alla venerazione delle Divinità".

Nell'ambito del viaggio di Pausania attraverso le regioni della Grecia, Eleusi rappresenta una tappa fondamentale, ed è molto significativa la testimonianza che lo scrittore ci ha lasciato riguardo al luogo dove la Dea Demetra giunse incarnata nell'anno 1.216 a.C., anno primo dell'Era Eleusina, dando inizio ai Sacri Misteri ed annunciando la Rivelazione.

Nel primo Libro della sua "Ellados Periegesis", pubblicata in Italia con testo greco a fronte dalla Biblioteca Universale Rizzoli con il titolo "Viaggio in Grecia", Pausania ci fornisce un'interessantissima descrizione dell'area di quella città dell'Attica che fu il maggiore fra i riconosciuti centri sapientali dell'antichità, delle sue vie d'accesso, e dei luoghi sacri che ebbe modo di visitare durante il suo soggiorno, oltre a un'attenta ed elaborata analisi di certi fatti storici contingenti con il luogo e le sue vicende politiche e religiose.

In particolare, Pausania pone in evidenza l'ira delle Due Dee nei confronti dei Megaresi, rei di aver ucciso l'eleusino Antemocrito che chiedeva loro di non coltivare la terra sacra, la presenza nell'area di Eleusi di numerose tombe di personaggi illustri, l'esistenza di un epigramma posto in memoria delle vicende di Fitalo, e interessanti particolari inerenti alla genealogia di Eumolpo e degli altri discepoli di Demetra.

Molto significativo è il fatto, riallacciandoci al nostro discorso iniziale, che, dopo essere stato prodigo di descrizioni e di informazioni inerenti alla città, alla sua storia e alle sue tradizioni religiose, quando Pausania si trova sul punto di descrivere ciò che si trovava all'interno del Telestherion, il massimo Santuario delle Due Dee, egli arresti il suo racconto, in rispetto del sacro vincolo dell'iniziazione.

Riportiamo qui di seguito, citando le stesse parole di Pausania, i passi più significativi della sua opera che sono riferiti alla città di Eleusi:

 Chi va da Atene ad Eleusi per la via che gli Ateniesi chiamano Sacra, s'imbatte nel monumento di Antemocrito. Nei suoi confronti i Megaresi compirono un'azione assai empia, quando uccisero lui che era venuto come araldo a chiedere di non coltivare più la sacra terra. E, per essersi macchiati di questo delitto, ancora perdura l'ira delle Due Dee nei loro confronti, tanto è vero che i Megaresi sono gli unici fra i Greci cui neppure l'Imperatore Adriano sia riuscito ad assicurare un qualche progresso.

Dopo la stele di Antemocrito, c'è la tomba di Molotto, anch'egli eletto stratego dagli Ateniesi quando, per recare aiuto a Plutarco, passarono in Eubea; è il luogo chiamato Skiron per la ragione che ora dico. Mentre gli Eleusini combattevano contro Eretteo, giunse da Dodona un uomo di nome Skiros, il quale tra l'altro costruì al Falero l'antico Tempio di Atena Skiras; caduto egli in battaglia, gli abitanti di Eleusi lo seppellirono vicino a un torrente: così, sia la località che il fiume prendono nome dall'Eroe.

Vicino c'è la tomba di Cefisodoro, che si mise a capo del popolo e più d'ogni altro osteggiò il Re dei Macedoni Filippo, figlio di Demetrio; guadagnò agli Ateniesi l'alleanza dei Re Attalo di Misia e Tolomeo d'Egitto, e, fra i popoli autonomi, quella degli Etoli, e, fra gli isolani, quella dei Rodii e dei Cretesi.

Dopo il monumento di Cefisodoro c'è la tomba di Eliodoro Malis. Di questo si può vedere un ritratto dipinto. Poi vi è la sepoltura di Temistocle, figlio di Poliarco, nipote di quel Temistocle che aveva combattuto sul mare contro Serse e i Medi. Non mi soffermerò sulla discesa di Temistocle, fatta eccezione per quanto riguarda Acestio. Acestio fu figlia di Senocle, figlio a sua volta di Sofocle, che era figlio di Leone. Accadde che tutti questi antenati, fino al bisnonno Leone, fossero Daduchi, e che, nel corso della sua vita, ella vedesse Daduco prima il fratello Sofocle, poi, dopo di questo, il marito Temistocle, e, morto Temistocle, il figlio Teofrasto. A costei dicono dunque capitasse una simile fortuna.

Andando un poco avanti, si trova il sacro recinto dell'Eroe Lacio e del demo che da lui chiamavano dei Laciadi; inoltre c'è la tomba di Nicocle di Taranto, che fu il più famoso di tutti i Citaredi. Ci sono anche un Altare di Zefiro e in Tempio di Demetra e della Figlia; con Esse ivi sono anche venerati Atena e Poseidone. Si dice che in questo luogo Fitalo accogliesse in casa Demetra e che la Dea gli donasse come ricompensa la pianta del fico. A supporto di questa tradizione, posso addurre l'epigramma che si legge sulla tomba di Fitalo: "Qui il Sovrano Eroe Fitalo un tempo accolse la veneranda Demetra, quando per la prima volta Essa mostrò quel frutto dell'estate avanzata che il genere dei mortali chiama sacro fico, e da allora onori che non invecchiano toccano la stirpe di Fitalo".

Attraversato il fiume Cefiso, si raggiunge un antico Altare di Zeus Melichios.Qui c'è la tomba di Tendette di Faselide e c'è quella di Mnesiteo; dicono che costui fosse un valente medico e dedicasse statue, tra cui anche quella di Iacco.

Lungo la strada si erge un Tempio non grande, intitolato a Kyamites. Non so dire con certezza se questo fu il primo a seminare fave o se hanno denominato così qualche eroe, poiché non possono attribuire a Demetra la scoperta delle fave. Chi ha già assistito ai Misteri di Eleusi, o ha letto i testi chiamati orfici, sa ciò che dico.

C'è inoltre un Santuario in cui sono poste le statue di Demetra, di Sua Figlia, di Atena e di Apollo. In origine fu costruito solo per Apollo.

I cosiddetti Rheitoi hanno solo il corso di fiumi, perché la loro acqua, almeno, è acqua di mare: si potrebbe anzi credere che dall'Euripo dei Calcidesi essi scorrano sotto terra, sfociando poi in un mare più basso. Si dice che i Rheitoi siano sacri a Kore e a Demetra, e che soltanto ai Sacerdoti sia consentito estrarne i pesci. In antico, come io so, essi costituivano il confine tra il territorio di Eleusi e il resto del territorio attico.

Crocone fu il primo ad abitare al di là dei Rheitoi, in quel luogo che si chiama ancora oggi "Reggia di Crocone". Gli Ateniesi dicono che questo Crocone sposò la figlia di Celeo, Separa. Non lo dicono tutti, ma solo quanti appartengono al demo degli Scambonidi. Da parte mia non sono stato capace di trovare la tomba di Crocone.

 Invece, il monumento sepolcrale di Eumolpo gli Ateniesi lo pongono nello stesso luogo degli Eleusini. Si racconta che Eumolpo, figlio di Posidone e di Chione, venisse dalla Tracia; dicono che Chione fosse figlia del vento Borea e di Orizia. Omero però non parla dell'ascendenza di Eumolpo, ma nei suoi versi lo definisce "prode".

In una battaglia tra Eleusini e Ateniesi morì Eretteo, Re di Atene, e morì Imparato, figlio di Eumolpo. Posero termine alla guerra a queste condizioni: che gli Eleusini, soggetti per il resto in tutto agli Ateniesi, avessero sotto il loro controllo la celebrazione dei Misteri. I sacrifici alle Due Dee li fecero Eumolpo e le figlie di Celeo, che Omero e Panfo, in pieno accordo, chiamano Diogenia, Pammerope e Sesara. Morto Eumolpo, restò il più giovane dei figli, Keryx, che i Kerykes, da parte loro, dicono invece figlio di Aglauro, la figlia di Cecrope, e di Ermes, ma non di Eumolpo.

Nei pressi di Eleusi scorre un Cefiso con una corrente più forte del precedente; e presso il fiume  c'è un luogo chiamato Erineo, per dove dicono discendesse agli Inferi Plutone, dopo che ebbe rapito Kore.

Ad Eleusi c'è un Tempio di Trittolemo, uno di Artemide Propylaia e di Poseidone Pater, e un pozzo chiamato Callicoro, dove per la prima volta le donne di Eleusi danzarono e cantarono in onore della Dea.

Dicono che la pianura Raria sia stata la prima ad essere seminata e la prima a produrre grano, e per questo è costume prendere di lì l'orzo e farne focacce per i sacrifici. Là si mostra l'aia detta di Trittolemo ed un altare.

Un sogno mi ha proibito di descrivere quanto si trova all'interno delle mura del Santuario, ed è chiaro che ai non iniziati non è lecito conoscere neppure indirettamente quelle cose dalla cui vista sono esclusi

Un'altra strada conduce da Eleusi a Megera; seguendo questa strada s'incontra un pozzo chiamato Antio. Ha scritto Panfo Che Demetra sedette su questo pozzo dopo il rapimento della Figlia, nelle sembianze di una vecchia; di qui Ella, che si presentava come una donna di Argo, fu portata dalle figlie di Celeo al cospetto della madre, e così Metaniera le affidò il compito di allevare il figlio. Poco distante dal pozzo c'è il Santuario di Metaniera, e poi le tombe di coloro che assalirono Tebe

 

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